Maison de l'UNESCO Paris

Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura

La personale di Rosetta Berardi

Artista: Rosetta Berardi

Titolo: CHINDIART presenze d’Oriente

Sede: Maison de L’ UNESCO – PARIS 7e

           Salle des Actes, 125 avenue de Suffren

Testi : Hans D’ Orville, Lucio Maria Attinelli, Claudio Spadoni

Catalogo : Edizioni del Girasole

Inaugurazione : 28 febbraio 2007
opere in catalogo

Mercoledì 28 febbraio 2007, nella sede dell’UNESCO a Parigi, presso la SALLE DES ACTES, si inaugura la personale di Rosetta Berardi nell’ambito della Rassegna  INTERNATIONAL WOMEN’S DAY 2007 che  celebra l’8 marzo prossimo.

L’esposizione dal titolo CHINDIART, presenze d’Oriente,  è composta di 21 tele, che l’artista ha realizzato appositamente per questo evento.  Il titolo della mostra CHINDIART  è composto dalle iniziali (in francese e inglese) di Cina e India a significare la straordinaria sintonia grafica dei segni linguistici fondativi di queste due grandi civiltà.

Per Rosetta Berardi l’interesse per la scrittura non è nuovo. Già in passato aveva lavorato sul segno della  punteggiatura e sulla parola. Segni grafici come “tracce nella memoria”.

La scrittura come mistero per un alfabeto visivo in cui  la componente calligrafica assume una valenza simbolica. L’artista ha voluto dare un valore estetico e contemplativo alla scrittura considerando il segno grafico non come un semplice mezzo di comunicazione ma come fine stesso dell’azione pittorica. Una pittura in cui, appunto, la forma tende a trasformarsi in segno, cioè in un elemento grafico riconoscibile  a prescindere dai contenuti di senso. La “messa in scena” del segno è un modo per diminuire la distanza fra questi popoli e fra loro e noi. Affascinata sia dai grafemi indiani sia dall’ideogramma cinese  per la loro prepotenza figurativa e per la forte astrazione e concettualizzazione dell’immagine, Rosetta Berardi usa la scrittura per raggiungere il calore e il colore dell’India e della Cina. 

Scrive in catalogo Hans D’Orville, Direttore dell’Ufficio di Pianificazione Strategica dell’Unesco:

“L’UNESCO saluta il lavoro creativo e ispiratore di Rosetta Berardi, che illustra come la calligrafia possa svelare aspetti tangibili della cultura... La Giornata Internazionale della Donna, osservata globalmente l’8 marzo 2007, è il giorno universale che unisce tutte le donne attorno al mondo e le ispira a realizzare appieno le loro potenzialità...

All’UNESCO, noi crediamo che le donne artiste, attraverso le loro espressioni creative, abbiano  grande potere al fine di cambiare il modo in cui le donne sono percepite nella società.  Permetteteci perciò di guardare con ammirazione questa mostra e viverla come fonte d’ispirazione. I lavori di Rosetta Berardi testimoniano la capacità delle donne artista di contribuire  alla più ampia agenda della comunità internazionale tramite l’uguaglianza dei generi, tramite il conferimento di potere alle donne di tutte le estrazioni sociali”.

Lo storico dell’Arte Claudio Spadoni (Direttore del MAR) aggiunge: “Le diverse modalità operative adottate  da Rosetta Berardi nel corso degli anni, hanno più di un filo conduttore comune, e uno di questi  non è difficile individuarlo nella densità simbolica di cui investe via via i materiali utilizzati... Rosetta parla dunque di ‘tracce nella memoria’ per questo ciclo di opere che si richiamano a seduzioni d’Oriente. Gli ideogrammi che lei dipinge come brani di  scrittura-pittura  prefigurano anche l’equivalenza di pagina e quadro.  Il colore è un colore locale,  nel senso di una connotazione geografica che corrisponde ai Paesi di riferimento, come la Cina o l’India, ma al tempo stesso è un timbro, o un tono, che suggeriscono un’emozione visiva vissuta.   ‘Viaggiando attraverso questi Paesi - annota l’artista - la cosa che maggiormente e violentemente è arrivata alla mia immaginazione è la scrittura. In questi paesi, i segni grafici della scrittura invadono i muri, piuttosto che le immagini. In queste opere ho dipinto spesso la sola lettera perché la lettera ha un significato di per sé, precedente a quello che deriva dalla combinazione con le altre’.  Spostando la questione in una diversa prospettiva,  si può notare la distanza decisiva degli ideogrammi dipinti da Rosetta Berardi  rispetto al ricorso tipografico di buona parte della cosiddetta poesia visiva di buona memoria”.

Sempre in catalogo la voce di Lucio Maria Attinelli, giornalista e scrittore, ci dice:  “Sopra i fogli della tarlatana la mano di Rosetta Berardi corre verso geniali qui pro quo. Le sue geometrie inventano sciarade, scolpiscono speranze nel vento, annunciano sogni interrotti. Su questo tessuto, che assorbe  e impasta, l’inchiostro nero si conquista, tra i colori primari, squarci di sintassi visive, fuori dagli schemi noti, stabili o alteri, del linguaggio artistico... Il gioco continuo della piuma o del pennello garantisce l’alchimia delle collisioni grafiche, che sono come un’ eco del tempo che ruba la vita, o come arcate di fiato che si alternano in brevi scosse e lunghi respiri. Forme che montano all’assalto di singolari architetture, mentre l’artista-ragno osserva meravigliata la propria tela dare spazio alle sue vertiginose fenditure”.

CHINDIART

                              Rosetta Berardi – ideograms, intangible cultural heritage and gender equality

Rosetta Berardi’s calligraphic paintings represent Chinese and Indian letters as ‘ traces of memory’ conveying the perception of harmony within these cultural spheres. Calligraphy, the “art of beautiful writing”, creates a link between past and present, by giving a contemporary artistic interpretation of traditionally disciplined letters. Though characters are defined by their historical and conventional structures, the expression can be extremely creative, fluid and spontaneous, improvised at the moment of writing. For thousands of years, artists around the world have produced – in many languages - an infinite variety of calligraphic styles and forms within their respective alphabets. Like “a visible declaration of cultural unity” , writing evolved in different forms in all parts of the world, in a parallel and sometimes interconnected process.

For Rosetta Berardi, writing and painting share a close familiarity. Though letters represent the underlying matrix and structure of words, they also have their own individual significance. While traveling in China and India, Berardi’s imagination was struck by the aesthetical and contemplative value of oriental ideograms covering walls and buildings in all places. To a foreigner unable to decipher the words and meanings, the expressive handwritten mark and visual beauty of writing may take precedence over the communicative value of the letters. The mystery of unfamiliar graphic signs has inspired many artists, not least Picasso and Matisse who openly recognized the influence of Chinese calligraphy on their works.

Rosetta Berardi pays tribute to this sublime form of art at the interface between writing and painting, which is committed to memory and tradition, yet open to exchanges and renewal. Within her calligraphic images, she captures the visual riches of the countries of her travels, embedding the black graphic signs in warm shades of red and yellow. With a distinctly personal, perhaps essentially female, touch of elegance and lightness, she places images of freely floating leaves in between the strict lines of the letters, inviting the beholders to drift along, and indeed, to let themselves fall gently, for a moment of visual enrichment.

UNESCO salutes Rosetta Berardi’s creative and inspirational work, which illustrates how calligraphy can unveil intangible aspects of culture. UNESCO promotes intangible cultural heritage as a mainspring of our common cultural diversity and its maintenance as a guarantee for continuing creativity. If creativity is crucial in the quest for sustainability, then memory is in turn vital to creativity. That holds true for individuals and for peoples, who find in their heritage – natural and cultural, tangible and intangible—the key to their identity and the source of their inspiration. Within societies, it is women who play a central role in the transmission of such cultural heritage and in anchoring cultural identities.

International Women’s Day, observed globally on 8 March 2007, is the universal day that connects all women around the world and inspires them to achieve their full potential. But this day is more than a symbolic event. It also is an opportunity to challenge gender stereotypes and to consider the full diversity and complexity of women’s past and present achievements in all walks of life. At UNESCO, we believe, that women artists, through their creative expressions, have great power to change the way women are perceived in society. Let us therefore marvel at this exhibition and take it as an inspiration to join our commitments to ensure that half the world’s population takes up its rightful place in the world’s decision making.

Rosetta Berardi’s exhibit is therefore a testimony to the power of women artists to contribute to the larger agenda of the international community through to gender equality through women’s empowerment in all walks of life - their distinct creativity and artistic skills.

In conclusion, let me also thank my colleague Deborah Nusche for her reflections on this exciting and challenging theme.  

Note: Citation from Albertine Gaur: A History of Calligraph

                                                                       Hans d’Orville

                                                                       Director, Bureau of Strategic Planning

                                                                       UNESCO

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                   CHINDIART

 

Rosetta Berardi – idéogrammes, héritage culturel invulnérable et égalité des genres

 

Les peintures calligraphiques de Rosetta Berardi représentent des lettres chinoises et indiennes comme des “traces de la mémoire” qui suggèrent la perception de l’harmonie entre ces sphères culturelles. La calligraphie, “l’art de la belle écriture”, crée un lien entre le passé et le présent et donne une interprétation artistique contemporaine de lettres traditionnellement disciplinées. Si les caractères sont définis par leurs structures historiques et conventionnelles, l’expression peut être extrêmement créatrice, fluide et spontanée, improvisée au moment de l’écriture. Des milliers d’années les artistes du monde ont produit – dans de nombreuses langues – une variété infinie de styles calligraphiques et de formes dans leurs alphabets respectifs. Comme “une déclaration visible d’une unité culturelle” l’écriture a évolué dans des formes différentes dans le monde entier en parallèle et parfois en interconnexion.

Pour Rosetta Berardi l’écriture et la peinture ont en commun une étroite familiarité. Si les lettres représentent la matrice de base et la structure des mots, elles ont aussi une signification particulière. Tandis que Rosetta Berardi voyageait en Chine et en Inde, son imagination était frappée par la valeur esthétique et contemplative des idéogrammes orientaux qui recouvraient partout les parois et les bâtiments. Pour un étranger incapable de déchifrer les mots et leur signification, les signes expressifs écrits à la main et la beauté visuelle de l’écriture peuvent avoir la priorité sur la valeur communicative des lettres. Le mystère des signes graphiques peu familiers a inspiré de nombreux artistes, parmi lesquels Picasso et Matisse qui reconnaîtraient ouvertement l’influence de la calligraphie chinoise sur leurs oeuvres.

Rosetta Berardi paie un tribut à cette forme d’art sublime au niveau d’interface entre l’écriture et la peinture, qui s’engage dans la mémoire et la tradition, mais elle est aussi ouverte à des échanges et au renouvellement. Dans ses images calligraphiques, elle capture les richesses visuelles des pays de ses voyages, en sertissant les signes graphiques noirs dans de chaudes nuances de rouge et de jaune. D’une touche d’élégance et de légèreté très personelle, peut-être essentiellement féminine, elle pose des images de feuilles librement fluctuantes entre les lignes étroites des lettres et invite l’observateur à glisser en avant, voire à se laisser tomber gentiment pour jouir un instant d’une vision particulièrement riche.

L’UNESCO salue l’oeuvre créatrice et pleine d’inspiration de Rosetta Berardi qui illustre comment la calligraphie dévoile des aspects intangibles de la culture. L’UNESCO soutient l’héritage culturel invulnérable en tant que source primordiale de notre diversité culturelle commune et son maintien comme garantie de créativité continue. Si la créativité est cruciale dans la recherche de support, alors la mémoire est à son tour vitale pour la créativité. Ceci reste vrai pour les individus et pour les peuples, qui trouvent dans leur patrimoine héréditaire – naturel et culturel, tangible et intangible – la clé de leur identité et la source de leur inspiration. Dans les sociétés ce sont les femmes qui jouent un rôle central dans la transmission de cet héritage culturel et dans les actions destinées à ancrer les identités culturelles.

La Journée Internationale des Femmes, fixée globalement le 8 mars 2007, est un jour universel qui unit toutes les femmes autour du monde et les incite à réaliser pleinement leurs capacités potentielles. Mais ce jour est plus qu’un événement symbolique. C’est aussi une opportunité pour défier les stéréotypes de tous genres et pour considérer la réelle diversité et complessité des conquêtes passées et présentes des femmes à tous les niveaux de la société. A l’UNESCO, nous croyons que les femmes artistes, à travers leurs expressions créatrices, ont un grand pouvoir pour changer la façon dont la société perçoit les femmes. Permettez-nous donc de regarder avec admiration cette exposition et de la vivre comme source d’inspiration pour notre engagement commun à assurer que la moitié de la population du monde occupe une place légitime dans les décisions du monde.

Les oeuvres de Rosetta Berardi témoignent donc de la capacité des femmes artistes de contribuer à une très grande partie des activités de la communauté internationale par l’égalité des genres, en conférant du pouvoir aux femmes de toutes les classes sociales grâce à leur créativité distincte et à leurs habilités artistiques.

En conclusion, permettez-moi aussi de remercier ma collègue Deborah Nusche pour ses réflexions sur ce thème si stimulant.

 

                                                                                                Hans d’Orville

                                                                                                Directeur, Bureau de Planification Stratégique

                                                                                                UNESCO

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  ROSETTA BERARDI 

 

Sicilienne d’origine, romagnole d’adoption. En 1962 sa famille arrive à Ravenne où elle reçoit sa formation artistique.

Elle obtient son diplôme en peinture à l’Académie des Beaux-Arts de Ravenne et une licence en Histoire de l’Art Contemporain à l’Université de Bologne.

Son parcours artistique, qui a commencé à la fin des années ’70 avec un langage uniquement pictural, s’est tourné vers le procédé de “l’installation” parallèlement à l’intérêt pour les matériaux et la dimension spatiale. Elle a toujours voué une attention particulière au rapport art visuel/poésie et à la photographie.

Elle peut se prévaloir de nombreuses expositions personnellles en Italie et à l’étranger et a participé à différentes revues d’art parmi lesquelles: XXII Biennale de Sculpture à Gubbio 1994; XXVIII Prix à Vasto 1995; XII Quadriennale Nationale d’Art à Roma 1996; XIV Triennale Internationale d’Art Sacré à Celano 1997; 49e Edition du Prix Michetti 1997; IX Biennale d’Art Contemporain à Paraxo, Andora (Savona) 2002; Filigrane, Museo della Ceramica M. Trucco, Albisola  2003; Livres d’artiste pour Marguerite Yoursenar: variations de thèmes, Roma, Bibliothèque Alberto Savinio 2003;  Dovadola invite la Romagna, Revue d’Art Contemporain Forlì, Palazzo Albertini 2003; X Biennale d’Art Contemporain à Paraxo, Andora (Savona) 2004; Fabrique des images, Biennale des Eglises Laïques à Cervia, (Ravenne), Magazzino del Sale 2004; Fighting Poverty in the World I° Biennale Internationale d’art Turka à Ankara (Turquie) 2005; Revue Nationale d’Art Contemporain Palazzo Baronale de Novoli, Novoli (Lecce) 2006; Più opere al Mar, Museo d'Arte della città di Ravenna, a cura di Claudio Spadoni, Ravenna 2007.

Ses oeuvres sont réparties dans des Collections privées et différents musées: Musée d’Art de la Ville de Ravenna (Mar) ; Musée de la Graphie à Bagnacavallo ; Galerie d’Art Moderne (GCAM) à Spoleto; Collection Albornoz à Spoleto; Collection ArtEhotel à Perugia; Musée d’Art Contemporain à Lugo; Musée d’Art Contemporain à ciel ouvert (MACAM) à Maglione (Torino); Galerie d’Art Contemporain à Bernalda (Matera); Musée d’Art Contemporain à Novoli (Lecce); Collection MUDITAC, Roma; Collection FABIO BOCCAGNI, Merano; C.etrA Arts Visuels, Sculptures dans le Parc, Castelbolognese; Museum  SANBAO CERAMIC ART, Jingdezhen (Cina); MUSEUM BAGHERIA, Observatoire de l’Art Contemporain en Sicile, Bagheria (Palermo), EPICENTRO, Musée des briques, Gala di Barcellona (Messina).

On peut admirer une partie de sa production artistique sur le site www.rosettaberardi.it