Copyright © 2022 Rosetta Berardi - Tutti i diritti riservati -  Privacy Policy - Cookie Policy © 2022 | ME@MediaEmilia Powered by LaGrace

UN PAESE NELL’ANIMA

 

Visual Portfolio, Posts & Image Gallery for WordPress

Un paese nell’anima (San Michele di Ganzaria)

MACC – Museo d’Arte Contemporanea Caltagirone per “PROVA D’AUTORE”

a cura di Domenico Amoroso

giugno 2007

di Rita Matano

 

La fotografia è il linguaggio scelto da Rosetta Berardi per svelarci che cosa è per lei “Un paese nell’anima”. In questa occasione vengono presentate 14 immagini di grande formato, stampate a colori, costruite attorno a frammenti di identità e memoria. Questi temi, rinsaldati nel loro stretto rapporto dalla cultura contemporanea, sono insistentemente presenti nel lavoro dell’artista.

L’occhio intenso dell’autrice, dilatato dalla macchina fotografica, compie un  emblematico cammino, nel cuore della Sicilia, dal quale risulta un singolarissimo percorso di intreccio e sintesi tra spazio e tempo: su tutto domina  una sorta di sospensione tra passato e presente dove lo spazio si incrocia con il tempo in modo peculiare.

Di fatto il presente di San Michele, centro che occupa un fianco della Montagna della Ganzaria in una posizione di dominio della parte meridionale degli  Erei, si tesse con  ricordi nascosti, intimi, per  trasmetterci sentimenti silenziosi. E’ in questo specifico luogo che l’artista ha trascorso la sua infanzia, separandosene poi per un lungo periodo. Tuttavia non vi è resa intorno alla condizione nostalgica di un ritorno tout-court.

Con le sue inquadrature solitarie Rosetta Berardi ci fa ripercorrere, angoli anonimi e proprio per questo trascurati dall’attenzione dei più -un passaggio, un portone, delle scale, un fico d’india, una fontana- ai quali connette la memoria personalissima del suo vissuto.

Che strana cosa è la memoria di un luogo! Riesce a riemergere illesa in chi se n’è andato altrove mentre tende a sfilacciarsi in chi vive quotidianamente la trasformazione. La familiarità del luogo tuttavia non toglie all’autore la capacità di compiere una selezione della realtà, per renderla accuratamente comunicabile attraverso la propria identità, non cedendo alla tentazione di aprire ad aspetti seduttivi dell’immagine. Gli scatti così invitano a guardare senza fretta e più in profondità, proponendo all’osservatore un coinvolgimento di partecipazione critica.

Questo procedere netto, con la complicità del luogo, permette di restituire il ricordo intimo del passaggio dall’infanzia all’età adulta, ossia dalla fantasia alla conoscenza. E così lo sguardo diretto su alcune foto tratte dall’album di famiglia consente a Rosetta di ricordare con nostalgia un quotidiano rassicurante quanto lontano.

Da una attenta lettura delle immagini si evince che il percorso narrativo è dominato dal desiderio di rendere una particolare condizione dell’animo umano, raccolta in una precisa fase della vita e, di conseguenza, il riferimento autobiografico assume unicamente il ruolo di mediazione. Così lo spazio della memoria di questi luoghi, attraverso la lettura di Rosetta Berardi, assume una dimensione emotiva, poetica ed evocativa condivisa.

In oltre, in “Un paese nell’anima”, è lucidamente manifesto il desiderio di sfuggire alla linearità del tempo. La ricerca infatti si muove attraverso la dominante percezione di una realtà dove lo spazio ed il tempo costruiscono nuovi rapporti, assumendo nuovi significati. In questo incedere l’artista dimostra una totale padronanza dei temi della cultura contemporanea. Come epilogo si impone insistentemente all’attenzione dello spettatore l’assunto cruciale:

forse tutto il creare è ricordare.

Rita Matano